Ilenia ha 30 anni e fino a luglio faceva la segretaria in una ditta: sveglia alle 7, rientro alle 18:15, la vita compressa nella cena. Luca ne ha 31, fa il preparatore atletico e seguiva i video di Ludovico da tempo. La decisione l'hanno presa insieme, ma con una particolarità che distingue questa storia: Ilenia ha lasciato il lavoro prima ancora di acquisire il primo immobile. "Non avevamo alcun dubbio", racconta.
Oggi lei si dedica agli affitti brevi a tempo pieno; Luca affianca, curando annunci, ricerche di mercato e nuovi contatti.
Il corso lo comprano a luglio e Ilenia lo studia in una settimana, dieci giorni. Poi girano le agenzie immobiliari di Asti: la prima gli mostra un immobile il giorno stesso, e due giorni dopo Ilenia firma il contratto di sublocazione. Non tutto fila liscio — il primo annuncio visitato si chiude con una porta in faccia e un "non è legale" — ma la seconda porta si apre.
È la domanda a cui questa recensione risponde meglio di altre, perché qui non ci sono Milano o Roma: c'è Asti. I prezzi che Ilenia dichiara: 130-140 euro a notte per due persone sul primo appartamento, più 32 euro a ospite aggiuntivo, fino a 160-190 euro a notte; 110-115 sul secondo. Cifre da grande città, osserva Ludovico nel video — con l'ipotesi che in una città piccola sia perfino più facile, perché c'è meno concorrenza.
Le prenotazioni arrivano con costanza: la prima dopo 5-6 giorni sul primo annuncio, il giorno dopo sul secondo. Al momento dell'intervista, a dicembre, hanno già prenotazioni per marzo, aprile e perfino agosto.
Il dato più concreto: Ilenia dichiara di aver superato — e nei mesi buoni triplicato — il suo vecchio stipendio da segretaria, al netto di affitto e spese, con due soli immobili attivi. "Non pensavo di arrivare a questo punto così in fretta", dice. I guadagni però non li ha spesi: la prima parte è stata reinvestita per migliorare l'alloggio in sublocazione.
La crescita da 2 a 12 immobili passa da una sola agenzia. La titolare, conquistata dai risultati dei primi mesi, ha iniziato a proporre ai propri clienti la gestione in affitto breve invece dell'affitto tradizionale: 13-14 immobili visti, dieci in chiusura, a fronte di un compenso di circa 1.500 euro per le segnalazioni. È l'applicazione letterale di un principio del corso: non convincere l'agente sul singolo immobile, convincerlo che il business funziona — e diventerà la tua migliore pubblicità.
Le nuove case saranno quasi tutte in property management, con percentuali dichiarate fra il 30 e il 50%. In sublocazione resta la prima, quella "del cuore". Da gennaio è previsto anche il primo immobile fuori Asti, a Torino.
Alla domanda sulle soddisfazioni, Ilenia non parla di acquisti: parla di tempo. Lavora meno di prima, senza orari imposti, "e la cosa più bella è che non mi pesa". Anche il rapporto di coppia, raccontano, ne ha giovato: prima si vedevano a cena, ora gestiscono le case insieme — sopralluoghi, arredi, annunci.
Sul fronte operativo: due immobili di pregio nel centro storico mantengono il check-in fisico, tutti gli altri saranno automatizzati.
Consigliano il corso senza riserve — "dà tutte le informazioni dalla A alla Z, dai consigli ai documenti pratici" — e suggeriscono a chi parte il pacchetto con le consulenze. Sul valore economico la risposta è secca: "almeno il doppio, non ci penserei neanche due secondi". E alla domanda se ce l'avrebbero fatta da soli: "No. Non sapevo neanche da dove iniziare: saremmo ancora qui a cercare su internet se la sublocazione è legale".
Se vuoi capire il metodo che Ilenia e Luca hanno applicato in una città di provincia, il punto di partenza è il workshop gratuito di BnB Academy.
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